UNA
CITTA IN MANO AD UNA GIUNTA IMPAZZITA
Martedì
20 marzo 01 ore 16:30 cinque tigli vecchi di decine e decine
di anni sono stati segati davanti allamministrazione provinciale,
dopo un accordo tra comune e provincia per far largo allennesimo
parcheggio per questa città turbolenta.
Siamo
stanchi di questa amministrazione che strazia le nostre speranze,
residue, di vivere e lavorare per una città realmente a dimensione
duomo. Tagliare gli alberi, disprezzare i cittadini e lambiente
con fare superbo è lattività che riesce meglio a questa deludente
e presuntuosa giunta comunale. Gli esempi possono essere innumerevoli.
Frosinone
frana. E non
solo per le piogge. Soprattutto per lincuria e per vani tentativi
di cementificare, qualche altro metro di verde. In
via Fosse Ardeatine la costruzione
della palestra alla scuola elementare Alighieri ha portato ad un
pauroso abbassamento del muro di contenimento del palazzo adiacente.
Sempre
in via Fosse Ardeatine la pulizia dagli alberi e dalle
erbacce della collina sotto la scuola
magistrale ha portato ad una frana determinata dalle ultime
piogge. Così in via America Latina, a San Liberatore, in via
Ciamarra ...
Le
decine di cantieri per opere pubbliche che imperversano in città
testimoniano che sviluppo, ancora una volta, è collegato a metri
cubi di cemento, nonostante la città disponga di immobili inutili
e in disuso per decine di migliaia di metriquadri. (Non scordiamo
lo scempio della costruzione della nuova questura invia Vado del
Tufo).
Molti
stabili iniziati negli anni scorsi e mai terminati sono in procinto
di essere ultimati. Peccato che seguano le linee direttrici di altre
amministrazioni che, coscientemente dal punto di vista del profitto,
incoscientemente dal punto di vista sociale, hanno costruito una
parte importante della città quasi in comuni limitrofi.
Le precedenti
amministrazioni, però, che iniziavano i lavori non certo per finirli
,
e lo stadio ne è una dimostrazione da manuale, non avevano la presunzione
ideologica di stare a fare una cosa buona per Frosinone.
La facevano perché il nulla ideologico mafioso che li contraddistingueva
li spingeva inconsciamente (?!?) verso le grandi opere, le grandi
costruzioni, i grandi finanziamenti, i grandi appalti.
Gli
efficienti politici di centro-sinistra invece si dannano lanima
a tentare di finire le costruzioni oramai iniziate: così tra non
molto tempo avremo una città vuota e uffici fondamentali come il
Provveditorato, il Conservatorio, il Tribunale, la ASL, in piena
periferia, al di là della Monti Lepini, strada notoriamente utilizzata
dai pedoni per il loro vivere quotidiano
Buona
amministrazione equivarrebbe a dotare la città di stabili finiti,
pensano i nostri amministratori! Ma anche la via dellinferno
è lastricata da buone intenzioni.
La
leggerezza con cui si porta avanti questa politica - anzi è lunica
politica che si porta avanti - è drammaticamente evidenziata dalla
situazione del centro storico. I lavori di pavimentazione e di rifacimento
di alcune piccole piazze non hanno (se lhanno mai avuto) un
termine ragionevole (o un termine) per essere finiti. Il centro
storico va migliorato (o meglio andava) organicamente e in temini
brevi, pena la chiusura delle ultime attività che nel centro risiedono
e limpossibilità di rilanciarlo. Ebbene al centro storico
è stato recitato il de profundis. Bisogna farsi un giro per
ammirare alcuni ulivi di alcune decine di anni invasati davanti
al muro del pianto (non quello di Gerusalemme ma quello
del centro storico per ricordare una città un tempo più rispettata).
Questo modello di distribuzione del verde in città esprime la metafora
di come questa amministrazione consideri il rapporto con lambiente.
Il
verde è stato bistrattato e trattato con quella superbia tipica
degli occidentali devastatori del nuovo mondo. Il taglio
degli alberi è lo sport preferito da almeno due amministrazioni.
Il verde è subordinato allasfalto e al cemento. Anzi è appendice
del cemento. Laver incastrato il verde negli spazi consentiti
è un merito per i progressiti-modernisti in cui il partito dei Verdi
è presente (ma a questo punto solo per occupare poltrone)!
Il
lungo elenco, certamente non esaustivo, dimostra che le scelte dellattuale
amministrazione sono precisamente in continuità con il passato.
La cittadinanza è bistrattata poiché linteresse principale
è quello economico. La politica non trova il suo terreno di confronto:
essa è limitata a una ossessionante ripetizione della razionalità
utilitaristica ed economica del primato dellimpresa su tutto,
essere umano compreso.
LUNICA (E
FORSE LULTIMA RIMASTA) COSA DA SEGARE IN QUESTA CITTà E
LA GIUNTA!
Frosinone,
20 marzo 2001
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