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Associazione politico culturale
Oltre l’Occidente
Per una alternativa allo sviluppo
P.zza A. Paleario 7
03100, Frosinone
ccp 10687036

UNA CITTA’ IN MANO AD UNA GIUNTA IMPAZZITA

 Martedì 20 marzo ’01 ore 16:30 cinque tigli vecchi di decine e decine di anni sono stati segati davanti all’amministrazione provinciale, dopo un accordo tra comune e provincia per far largo all’ennesimo parcheggio per questa città turbolenta.

 Siamo stanchi di questa amministrazione che strazia le nostre speranze, residue, di vivere e lavorare per una città realmente a dimensione d’uomo. Tagliare gli alberi, disprezzare i cittadini e l’ambiente con fare superbo è l’attività che riesce meglio a questa deludente e presuntuosa giunta comunale. Gli esempi possono essere innumerevoli.

Frosinone frana. E non solo per le piogge. Soprattutto per l’incuria e per vani tentativi di cementificare, qualche altro metro di verde. In via Fosse Ardeatine la costruzione della palestra alla scuola elementare Alighieri ha portato ad un pauroso abbassamento del muro di contenimento del palazzo adiacente.

Sempre in via Fosse Ardeatine la “pulizia” dagli alberi e dalle erbacce della collina sotto la scuola magistrale ha portato ad una frana determinata dalle ultime piogge. Così in via America Latina, a San Liberatore, in via Ciamarra ...

Le decine di cantieri per opere pubbliche che imperversano in città testimoniano che sviluppo, ancora una volta, è collegato a metri cubi di cemento, nonostante la città disponga di immobili inutili e in disuso per decine di migliaia di metriquadri. (Non scordiamo lo scempio della costruzione della nuova questura invia Vado del Tufo).

Molti stabili iniziati negli anni scorsi e mai terminati sono in procinto di essere ultimati. Peccato che seguano le linee direttrici di altre amministrazioni che, coscientemente dal punto di vista del profitto, incoscientemente dal punto di vista sociale, hanno costruito una parte importante della città quasi in comuni limitrofi.

Le precedenti amministrazioni, però, che iniziavano i lavori non certo per finirli…, e lo stadio ne è una dimostrazione da manuale, non avevano la presunzione ideologica di stare a fare una cosa “buona” per Frosinone. La facevano perché il nulla ideologico mafioso che li contraddistingueva li spingeva inconsciamente (?!?) verso le grandi opere, le grandi costruzioni, i grandi finanziamenti, i grandi appalti.

Gli efficienti politici di centro-sinistra invece si dannano l’anima a tentare di finire le costruzioni oramai iniziate: così tra non molto tempo avremo una città vuota e uffici fondamentali come il Provveditorato, il Conservatorio, il Tribunale, la ASL, in piena periferia, al di là della Monti Lepini, strada notoriamente utilizzata dai pedoni per il loro vivere quotidiano …

Buona amministrazione equivarrebbe a dotare la città di stabili finiti, pensano i nostri amministratori! Ma anche la via dell’inferno è lastricata da buone intenzioni.

La leggerezza con cui si porta avanti questa politica - anzi è l’unica politica che si porta avanti - è drammaticamente evidenziata dalla situazione del centro storico. I lavori di pavimentazione e di rifacimento di alcune piccole piazze non hanno (se l’hanno mai avuto) un termine ragionevole (o un termine) per essere finiti. Il centro storico va migliorato (o meglio andava) organicamente e in temini brevi, pena la chiusura delle ultime attività che nel centro risiedono e l’impossibilità di rilanciarlo. Ebbene al centro storico è stato recitato il de profundis. Bisogna farsi un giro per ammirare alcuni ulivi di alcune decine di anni invasati davanti al “muro del pianto” (non quello di Gerusalemme ma quello del centro storico per ricordare una città un tempo più rispettata). Questo modello di distribuzione del verde in città esprime la metafora di come questa amministrazione consideri il rapporto con l’ambiente.

Il verde è stato bistrattato e trattato con quella superbia tipica degli occidentali devastatori del “nuovo mondo”. Il taglio degli alberi è lo sport preferito da almeno due amministrazioni. Il verde è subordinato all’asfalto e al cemento. Anzi è appendice del cemento. L’aver incastrato il verde negli spazi “consentiti” è un merito per i progressiti-modernisti in cui il partito dei Verdi è presente (ma a questo punto solo per occupare poltrone)!

 

Il lungo elenco, certamente non esaustivo, dimostra che le scelte dell’attuale amministrazione sono precisamente in continuità con il passato. La cittadinanza è bistrattata poiché l’interesse principale è quello economico. La politica non trova il suo terreno di confronto: essa è limitata a una ossessionante ripetizione della razionalità utilitaristica ed economica del primato dell’impresa su tutto, essere umano compreso.

 

L’UNICA (E FORSE L’ULTIMA RIMASTA) COSA DA SEGARE IN QUESTA CITTà E’ LA GIUNTA!

 

Frosinone, 20 marzo 2001