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Associazione politico culturale
Oltre l’Occidente
Per una alternativa allo sviluppo
P.zza A. Paleario 7
03100, Frosinone
ccp 10687036

Lettera aperta al Dottor Cavallotti

(Manager della ASL della provincia di Frosinone)

 

Ho deciso di scriverle, dopo aver molto riflettuto, per dare voce a quelle decine di migliaia di cittadini che ogni giorno mugugnano la loro protesta esasperata contro un’intollerabile situazione venutasi a creare nella ASL della provincia di Frosinone per quanto attiene alla diagnostica.

Mercoledì 28 u.s. sono andato presso l’Ambulatorio cardiologico dell’Ospedale “Umberto I” di Frosinone per prenotare un ECG da sforzo. Mi è stato risposto di ripassare dopo 15 giorni perché il calendario era completo fino alla fine di maggio. Venerdì 30 u.s. sono andato a prenotare una visita oculistica di controllo (Dott. La Cerra) presso gli uffici di Via Fabi e mi è stata data la stessa risposta. Le premetto che avrei potuto risolvere queste mie questioni personali in altro modo ed in breve tempo. Non lo ho fatto perché mi ripugna.

Questa situazione drammatica che riguarda l’intera popolazione della nostra provincia costituisce di per sé una forma di violenza pesante e ancora più intollerabile perché si abbatte sui cittadini più deboli che non hanno altra possibilità di cura. Di questo tipo di violenza ritengo siano responsabili persone come lei, lautamente e profumatamente pagate, che sono state chiamate nei ruoli di responsabilità come il suo per rendere i servizi efficienti ed accessibili. Di fronte a tale drammaticità il signor Prefetto della provincia che cosa intende fare? Il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, il Sindaco del capoluogo, i Sindaci dei maggiori comuni, intendono svolgere un ruolo per risolvere questioni di emergenza come questa e che riguarda i loro amministrati e la popolazione intera, o vogliono continuare a fare i notai intenti alla mera registrazione dei fatti? I nostri eletti, deputati e senatori, i consiglieri regionali, come intendono muoversi? E le segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, che cosa aspettano a organizzare la protesta degli utenti e degli stessi lavoratori della sanità che, con questi metodi, vengono anche loro colpiti ed umiliati nella loro dignità personale nell’esercizio della loro professione, che non possono mettere tempestivamente al servizio di tutti i cittadini?

Tale stato di cose costituisce, oggettivamente, un contributo essenziale allo sviluppo delle attività sanitarie private a discapito di quelle pubbliche.

Perché chi è preposto alla tutela della salute del cittadino ed all’applicazione ed al rispetto delle leggi non interviene? Vorrei sottolineare che i dirigenti della ASL hanno, secondo legge, il dovere di informare i cittadini su come, dove e quando vengono forniti i servizi. Non si può creare nell’animo della gente, in affanno da una struttura all’altra alla ricerca del servizio, una simile tensione ed esasperazione, e che talvolta può portare anche, da una legittima ribellione, ad atti inconsulti. In questo caso, e tranquillamente, a pagare sarebbero le stesse vittime dei disservizi, mentre di fronte alla legge sarebbe giusto che rispondesse chi è tenuto a fornire i servizi.

Se questa situazione si protrarrà verremo ad incatenarci ed a protestare, giorno e notte, nei locali della palazzina centrale della ASL e metteremo in atto iniziative forti ed incisive pari alla violenza che si esercita sui cittadini utenti.

Per  questo rivolgo un appello a tutti i cittadini e a tutte quelle organizzazioni ed associazioni che vogliono dar vita ad una adeguata organizzazione degli utenti della sanità per la difesa e la tutela della salute attraverso le strutture pubbliche. Li invito a contattarci per dare la propria adesione al numero 0775 – 853516 (Associazione Oltre l’Occidente)