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Lettera
aperta al Dottor Cavallotti
(Manager
della ASL della provincia di Frosinone)
Ho
deciso di scriverle, dopo aver molto riflettuto, per dare voce
a quelle decine di migliaia di cittadini che ogni giorno mugugnano
la loro protesta esasperata contro unintollerabile situazione
venutasi a creare nella ASL della provincia di Frosinone per
quanto attiene alla diagnostica.
Mercoledì
28 u.s. sono andato presso lAmbulatorio cardiologico dellOspedale
Umberto I di Frosinone per prenotare un ECG da sforzo.
Mi è stato risposto di ripassare dopo 15 giorni perché il calendario
era completo fino alla fine di maggio. Venerdì 30 u.s. sono
andato a prenotare una visita oculistica di controllo (Dott.
La Cerra) presso gli uffici di Via Fabi e mi è stata data la
stessa risposta. Le premetto che avrei potuto risolvere queste
mie questioni personali in altro modo ed in breve tempo. Non
lo ho fatto perché mi ripugna.
Questa
situazione drammatica che riguarda lintera popolazione
della nostra provincia costituisce di per sé una forma di violenza
pesante e ancora più intollerabile perché si abbatte sui cittadini
più deboli che non hanno altra possibilità di cura. Di questo
tipo di violenza ritengo siano responsabili persone come lei,
lautamente e profumatamente pagate, che sono state chiamate
nei ruoli di responsabilità come il suo per rendere i servizi
efficienti ed accessibili. Di fronte a tale drammaticità il
signor Prefetto della provincia che cosa intende fare? Il Presidente
dellAmministrazione Provinciale, il Sindaco del capoluogo,
i Sindaci dei maggiori comuni, intendono svolgere un ruolo per
risolvere questioni di emergenza come questa e che riguarda
i loro amministrati e la popolazione intera, o vogliono continuare
a fare i notai intenti alla mera registrazione dei fatti? I
nostri eletti, deputati e senatori, i consiglieri regionali,
come intendono muoversi? E le segreterie provinciali di CGIL,
CISL e UIL, che cosa aspettano a organizzare la protesta degli
utenti e degli stessi lavoratori della sanità che, con questi
metodi, vengono anche loro colpiti ed umiliati nella loro dignità
personale nellesercizio della loro professione, che non
possono mettere tempestivamente al servizio di tutti i cittadini?
Tale
stato di cose costituisce, oggettivamente, un contributo essenziale
allo sviluppo delle attività sanitarie private a discapito di
quelle pubbliche.
Perché chi è
preposto alla tutela della salute del cittadino ed allapplicazione
ed al rispetto delle leggi non interviene? Vorrei sottolineare
che i dirigenti della ASL hanno, secondo legge, il dovere di
informare i cittadini su come, dove e quando vengono forniti
i servizi. Non si può creare nellanimo della gente, in
affanno da una struttura allaltra alla ricerca del servizio,
una simile tensione ed esasperazione, e che talvolta può portare
anche, da una legittima ribellione, ad atti inconsulti. In questo
caso, e tranquillamente, a pagare sarebbero le stesse vittime
dei disservizi, mentre di fronte alla legge sarebbe giusto che
rispondesse chi è tenuto a fornire i servizi.
Se questa situazione
si protrarrà verremo ad incatenarci ed a protestare, giorno
e notte, nei locali della palazzina centrale della ASL e metteremo
in atto iniziative forti ed incisive pari alla violenza che
si esercita sui cittadini utenti.
Per questo rivolgo un appello a tutti i cittadini e a tutte quelle
organizzazioni ed associazioni che vogliono dar vita ad una
adeguata organizzazione degli utenti della sanità per la difesa
e la tutela della salute attraverso le strutture pubbliche.
Li invito a contattarci per dare la propria adesione al numero
0775 853516 (Associazione Oltre lOccidente)
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