2.
I
CENTRI COMMERCIALI SI ABBATTONO SU FROSINONE
Perché
a Bologna, con 500.000 abitanti ci sono solo 4 centri commerciali
ed a Frosinone, con 47.000 abitanti, se ne prevedono molti di
più?
MA
QUALE MERCATO AVRANNO I CENTRI COMMERCIALI IN UN QUADRO OCCUPAZIONALE
CHE TENDE ANCORA A PEGGIORARE E NELLA CRISI ATTUALE?
SI
TRATTA EFFETTIVAMENTE DI ATTIVITÀ COMMERCIALI O DI SEMPLICE E
MOMENTANEA SPECULAZIONE?
I
CENTRI COMMERCIALI NON PORTERANNO OCCUPAZIONE!
LESPERIENZA
EUROPEA E ANCHE ITALIANA DIMOSTRA CHE PER OGNI POSTO DI LAVORO
CREATO NEI CENTRI COMMERCIALI SE NE PERDONO 5 A CAUSA DELLA CHIUSURA
DELLE PICCOLE ATTIVITà.
Evidenziamo
come la speculazione stia affermandosi a danno dellintera
collettività, con gravi ripercussioni sullassetto del territorio
e sullambiente:
·
Nel
comune capoluogo e nel territorio dei comuni limitrofi sono in
costruzione ed apertura
Centri Commerciali di
notevoli dimensioni, anche in aree e complessi già sede di
insediamenti produttivi;
·
Nel
Programma di Riqualificazione Urbana sono ancora previsti 30 supermercati
e 24 centri direzionali
oltre a quelli in costruzione;
·
la
CONAD ha avanzato la proposta per rilevare larea della Permaflex,
cui si contrappone ora la proposta Rufa (analoga)
·
Nessun
aiuto alloccupazione arriverà dai centri commerciali, che
portano alla chiusura dei piccoli esercizi commerciali e che tentano
addirittura di sostituire gli insediamenti industriali
Tale
situazione accelera il degrado dei centri storici e dei quartieri,
condanna alla chiusura centinaia di piccole attività e getta sul
lastrico centinaia di operatori del settore con le loro famiglie.
E
INDISPENSABILE E VITALE PER LA CITTà E PER IL FUTURO I TUTTI I
CITTADINI FERMARE QUESTI DISEGNI COMUNI AL CENTRODESTRA E AL CENTROSINISTRA-ULIVO(?)
Lo
sviluppo delle piccole attività commerciali e artigianali è decisivo
per loccupazione, per un nuovo assetto della città, per
la vivibilità e per la sicurezza dei cittadini
Il
Partito della Rifondazione Comunista propone:
·
di
bloccare linsediamento
di nuovi centri commerciali nel capoluogo e nei comuni vicini
·
di
assicurare,
nel rispetto del principio della libera concorrenza, lo
sviluppo delle diverse tipologie produttive, privilegiando
limpresa familiare;
·
di
valorizzare la funzione ed il ruolo dellattività commerciale
familiare,
con lo scopo di riqualificare il tessuto urbano al fine di ricostituire
un ambiente idoneo allo sviluppo del commercio e delle attività
sociali finalizzate al miglioramento della qualità della vita;
·
di
salvaguardare i centri storici,
fermando il processo di espulsione delle attività commerciali
e artigianali più minute e favorendo altri insediamenti della
stessa tipologia nel rispetto dei vincoli artistici e ambientali,
attraverso agevolazioni fiscali e tariffarie di competenza del
comune;
·
di
agevolare lavvio di nuove attività concordando con le società
fornitrici di servizi (Enel, Telecom ecc.) una riduzione tariffaria
e stipulando convenzioni con i proprietari di immobili per promuovere
la ristrutturazione dei locali e canoni di affitto più sostenibili;
·
di
vincolare luso del territorio per linsediamento dei
nuovi esercizi commerciali
al più rigoroso rispetto delle norme urbanistiche, edilizie ed
ambientali. In questo quadro
non va cambiata la destinazione duso delle aree richieste.
Le aree destinate agli insediamenti produttivi industriali e non,
nonché le aree degli insediamenti produttivi dismessi, devono
comunque rimanere tali;
·
di
impedire la costituzione di monopoli di fatto
mediante la diffusione di megastrutture che schiacciano la piccola
distribuzione e pongono il controllo del mercato in mano a
pochi gruppi;
·
di
fermare la disgregazione del tessuto sociale
bloccando iniziative, quali la creazione di nuovi centri commerciali,
che, come lesperienza in altre realtà insegna, creano
nuova disoccupazione;
3.
IL
PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA: LA CITTÀ CHE CI VOGLIONO
IMPORRE
COMÈ
NOTO IL PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PREVEDE UNA NUOVA
COLATA DI CEMENTO DI 700.000 METRI CUBI, CON 24 CENTRI DIREZIONALI
E 30 SUPERMERCATI.
Perlini
ha gia deciso di cementificare la città con una colata di 700.000
metri cubi.
NESSUN
PROGETTO PREVISTO DAL PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA INTERESSA
IL CENTRO STORICO, LA PARTE DELLA CITTÀ CHE AVREBBE MAGGIORE BISOGNO
DI RIQUALIFICAZIONE
La
città di Frosinone si è sviluppata nel corso dei decenni passati
senza razionalità né programmazione. Luso del territorio
è stato finalizzato alla speculazione edilizia ed al saccheggio.
Il
Programma di riqualificazione urbana (Programma di Riqualificazione
Urbana) assesta un colpo mortale al tessuto urbano e compromette
definitivamente ogni tentativo e possibilità di recupero ambientale.
È
noto, inoltre , che 5
progetti si accaparrano il 50% dei metri cubi e che per alcuni
progetti presentati vi è conflitto dinteresse per una parte
non trascurabile (e trasversale) dei Consiglieri Comunali uscenti.
Infatti lapprovazione dei singoli progetti in consiglio
comunale avveniva più o meno in questo modo: si vota il
progetto a me caro e dunque, per conflitto dinteresse, non
posso partecipare alla votazione e abbandono laula. Ma possono
- legalmente - votarlo e sostenerlo tutti gli altri interessati
A
tutto ciò si devono aggiungere i centri commerciali e direzionali
già in costruzione, in apertura ed in previsione (vedi CONAD),
le lottizzazioni realizzate, quelle in corso e quelle richieste,
e quantaltro.
Il
Programma di Riqualificazione Urbana, così come è stato concepito
dallamministrazione di destra uscente, calato nel quadro
urbanistico che conosciamo, evidenzia il consolidamento del ruolo
primario della speculazione e, nella più benevola delle ipotesi,
lincapacità della maggioranza di destra uscente a ripensare
un assetto moderno del Capoluogo e del suo territorio,
che consenta alla città di assolvere a quel ruolo guida che le
compete nellambito della provincia ed in costante rapporto
con lEnte Regione e con Roma Capitale.
Un
Programma di Riqualificazione Urbana che tenga presente le reali
esigenze di crescita della città, per determinare un miglioramento
della qualità della vita ed un ambiente vivibile con servizi efficienti
ed efficaci, deve obbligatoriamente partire da un rilancio del
centro storico e della sua immediata periferia. In questa parte
importante del territorio comunale giacciono abbandonati alcuni
edifici di rilevanti dimensioni, in cui avevano sede il carcere,
il distretto militare, il dispensario; prossimamente, con la realizzazione
di nuove opere, qualcuna delle quali già in costruzione, verranno
abbandonati lo stadio, il Tribunale, lospedale. Inoltre,
secondo le dichiarazioni degli amministratori uscenti, dovrebbero
essere costruiti edifici pubblici con soldi privati, nella parte
bassa della città, per ospitare le nuove sedi della Questura,
della Polstrada, della Guardia di Finanza, degli Uffici Finanziari,
delle Poste ecc. ecc.
Se
questo progetto vedesse la luce il centro storico verrebbe irrimediabilmente
condannato a trasformarsi in deserto.
Nellepoca
moderna il denaro pubblico non può essere sperperato, anche perché
la crisi economica ed il bilancio dello stato non lo permettono.
Neppure è giusto usare denaro pubblico per creare zone di degrado
e di abbandono.
È
più attuale, più giusto e più adeguato dal punto di vista economico,
politico e della vita della città, pensare, mentre si progettano
nuove opere destinate ad ospitare attività pubbliche che già hanno
una sede, che tecnici ed amministratori prevedano luso e
la destinazione per i vecchi edifici con progetti di ristrutturazione,
da approvare e finanziare contemporaneamente alle nuove opere.
La
città di Frosinone ha bisogno di collocare tante attività pubbliche
e ha necessità di ridisegnare il suo sviluppo
ed il suo divenire quotidiano in armonia con le attività
produttive, perseguendo lequilibrio del suo territorio.
IL
PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA COSÌ COMÈ DEVE ESSERE
BLOCCATO PERCHÉ RAPPRESENTEREBBE UNA IATTURA PER LINTERA
CITTADINANZA. IL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA OPERERà
AFFINCHÉ LA DISCUSSIONE ESCA DAL CONSIGLIO COMUNALE E POSSANO
DECIDERE I CITTADINI.
Rifondazione
Comunista fa appello alle forze culturali e a tutte le espressioni
organizzate, rappresentate dalle varie attività associative, affinché
da oggi e per il futuro giochino un ruolo da protagonisti con
la promozione di iniziative su questi temi per fermare lassalto
alla città.
Ci
auguriamo un proliferare delle iniziative ed una crescita della
partecipazione dei cittadini. È questo il modo più giusto per
dare risposte adeguate ai problemi che abbiamo e salvare il futuro
della nostra città.
Scorrendo
lelenco nominativo di coloro che hanno presentato i progetti,
il Programma di Riqualificazione Urbana si presenta come un insieme
di esigenze e di interessi privati calati sul territorio senza
tenere in alcuna considerazione le esigenze di crescita dei servizi,
del verde attrezzato, delle richieste di attività culturali, di
spazi crescenti da destinare alle multiformi attività cittadine
che già si esprimono spontaneamente e che non trovano alimento
e supporto nelliniziativa e nel governo della pubblica amministrazione.
Perlini,
Marzi e Piacentini dimostrano grande miopia politica quando dichiarano
di voler attuare il Programma di Riqualificazione Urbana, così
come lasciato in eredità dalla destra (Forza Italia, Alleanza
Nazionale, CCD, CDU). Esso prevede, come è noto il cambiamento
della destinazione duso di aree importanti, altri centri
commerciali, lottizzazioni ecc.
Questo
metodo, seguito nel passato per il processo di industrializzazione,
ha dato risultati fallimentari malgrado gli altissimi costi sostenuti.
Questa esperienza non può e non deve essere ripetuta.
DIGNITA E LAVORO
Gli
approcci alla questione del lavoro non possono che essere gli
stessi per tutti i candidati da Marzi a Villa, poiché è lo stesso
il principio di fondo a cui si ispirano: liberismo, privatizzazione
dei servizi essenziali, assistenza alle imprese, taglio dei salari
(la famosa flessibilità), libertà senza freni al mercato,
cementificazione.
Perlini
I
lavoratori conoscono Perlini: si tratta di uno dei 7 avvocati
della Fiat (con le sue ramificazioni nei vari settori). Lo conoscono
perché se lo trovano spesso di fronte nelle cause contro il padronato
in cui tentano di difendere i propri diritti, il proprio salario,
il proprio posto di lavoro: sentirlo dire che si dedicherà alla
occupazione fa accapponare la pelle. Punta, com'è noto, sulla
Riqualificazione Urbana (la cementificazione della città in deroga
al piano regolatore) con cui ha promesso 4500 posti di lavoro,
sui centri commerciali (che distruggeranno le piccole attività
e il centro storico: lesperienza europea e anche italiana
dimostra che per ogni posto di lavoro creato nei centri commerciali
se ne perdono 5 a causa della chiusura delle piccole attività)
e sul Giubileo (che si profila come la grande illusione, così
come è stata l'Alta Velocità).
Che
Perlini faccia gli interessi dei padroni sembra ovvio a tutti.
Marzi
Ciò
che per Perlini è la conseguenza diretta della propria vita professionale,
difendere gli interessi dei padroni contro quelli dei lavoratori,
per Marzi è una scelta ideologica di recente acquisizione. Sceglie
la centralità dellimpresa e del mercato perché è convinto,
fideisticamente, di avere ragione. Un unico imperativo: competere.
In questa logica gli esseri umani diventano luoghi di sfruttamnteo,
da mettere a frutto quando servono. E il portavoce più autorevole
di una privatizzazione morbida (affidata alle cooperative)
dei servizi essenziali.
Piacentini
Alto
funzionario della Banca della Ciociaria, assessore all'urbanistica
della giunta Fanelli, sul problema dell'occupazione dice esattamente
le stesse cose di Perlini, in maniera solo meno eclatante.
Ottaviani
Ha
recentemente aderito a Rinnovamento Italiano (il partito di Dini).
Con questa scelta ha chiarito molti equivoci: Dini è luomo
del Fondo Monetario Internazionale in Italia. Le politiche che
esso impone sono: privatizzazione integrale, libertà senza vincoli
per le imprese, riduzione dei costosi diritti sociali
e previdenziali, economia orientata non al soddisfacimento dei
bisogni della popolazione, ma orientata al mercato internazionale.
Ottaviani, infatti, non a caso è stato il più esplicito nel dire
chiaramente quello che anche tutti gli altri pensano: il "lavoro"
che lui propone sarà da 800.000 lire al mese, magari come socio
in qualche cooperativa che ha ottenuto in appalto servizi comunali.
1.
Considerazioni preliminari
LO
SVILUPPO NON PRODUCE PIÙ OCCUPAZIONE, anzi, con l'innovazione
tecnologica e la libertà di trasferire all'estero e frammentare
le industrie, questo sviluppo produce disoccupazione.
Affrontare
questo problema attraverso la flessibilità salariale dei contratti
d'area, dei patti territoriali ecc. - peggiori delle vecchie
gabbie salariali -
significa accettare che il Sud d'Italia si trasformi in un'area
sottosviluppata con salari più vicini a quelli della Corea o di
Singapore, al solo fine di permettere alle imprese di competere
con le imprese di quei paesi. Già si sente, sulle industrie di
Frosinone, il peso dei contratti d'area di Crotone: altre industrie
chiuderanno perché perdono le commesse che ora vanno alle imprese
di Crotone. Così tra qualche mese si proporrà - in una drammatica
rincorsa al ribasso - di tagliare il salario in maniera altrettanto
consistente anche qui.
Se
i cittadini pensano che la soluzione del dramma occupazionale
possa arrivare senza mobilitazioni, senza lotta, attraverso la
semplice delega del voto, sarà difficile ottenere risultati positivi.
SI
TRATTA DI RIDEFINIRE CHE COSA VOGLIAMO CHE IL LAVORO sia. Oggi
pensiamo ancora che un lavoro "vero" sia solo quello
produttivo di merci inutili o per pochi privilegiati (è più utile
produrre una Ferrari o assistere un anziano? Chi decide che cosa
produrre? Quale legame sociale determina il lavoro svolto?)
OCCORRE
CONTRASTARE I TENTATIVI IN ATTO DI PRIVATIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ
PUBBLICHE DI PRIMARIO INTERESSE SOCIALE (sanità, scuola, comunicazione,
energia ecc.), evitando in tal modo che questi servizi vadano
incontro alle spietate leggi di mercato che ne condizionerebbero
la qualità, creando tra l'altro nuovi spazi di deregolazione del
lavoro. A dimostrazione di come funziona un servizio pubblico
una volta che viene affidato ad un privato si pensi al servizio
affissioni: si abbattono i costi e peggiora drammaticamente il
servizio.
BISOGNA
OPPORSI FERMAMENTE AD OGNI FORMA IMPOSTA DI LAVORO FLESSIBILE
e alla moltiplicazione di quelle forme intermedie tra lavoro e
assistenza che rischiano di trasformarsi in lavoro servile, frammentando
le diverse componenti della popolazione e ampliandone le differenze.
In tale ottica è doveroso interrogarsi circa la funzione del cosiddetto
"Terzo settore": una visione acritica delle forme di
lavoro che sotto questa sigla vengono riunite, rischierebbe di
legittimare nuove forme di sfruttamento. E' infatti vero che si
sta assistendo, all'interno della rete della cooperazione sociale,
all'emergere di forme di precarizzazione istituzionalizzata del
lavoro, a sfondamento dei minimi salariali e deregolazione degli
orari di lavoro. Si delinea in tal modo un "secondo mercato
del lavoro" in cui, sotto la copertura della solidarietà,
si realizza una deregolamentazione del lavoro attraverso l'abbattimento
del sistema di garanzie acquisite.
Occorre
quindi aprire un dibattito sulla necessità della FORMULAZIONE
DI UNA NUOVA "CARTA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI" che
si assuma il compito di definire una rete di garanzie per le nuove
figure del lavoro. E' necessario prendere coscienza e quindi battersi
contro il processo di precarizzazione e deregolazione del lavoro
cercando di ricomporre un soggetto sociale ora frammentato, quello
degli esclusi dal lavoro, che abbia capacità progettuali al fine
della conservazione e dell'ampliamento della sfera dei propri
diritti.
E'
necessario altresì premere affinché le parti sociali abbiano come
fine, nella contrattazione, la RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO
A PARITÀ DI SALARIO. L'obiettivo immediato delle trentacinque
ore settimanali risulta essere ineludibile come richiesta e come
contributo al rilancio dell'occupazione. Dalla partecipazione
alla produzione scaturisce, con un'inversione di tendenza netta
rispetto agli ultimi anni, il diritto per il lavoratore di appropriarsi
della ricchezza prodotta socialmente.
Il
governo nazionale e le amministrazioni locali debbono attivarsi
affinché l'obiettivo del lavoro sia primario nella loro azione
politica all'interno di una logica non retta esclusivamente da
una razionalità economica, ma da criteri di SALVAGUARDIA DEL TESSUTO
COMUNITARIO E DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, senza trincerarsi dietro
alibi pretestuosi. Grandi potenzialità occupazionali, in tal senso,
si aprono proprio nell'ambito del recupero, controllo e tutela
ambientale.
Bisogna
inoltre battersi per il rispetto e l'applicazione della legislazione
volta a garantire la PIENA OCCUPAZIONE DEI SOGGETTI PIÙ DISAGIATI,
per favorire forme di occupazione stabili, combattendo in tal
modo il processo di precarizzazione in atto in ambito lavorativo.
2.
Dati occupazionali relativi al Frusinate
Frosinone
è parte di una Circoscrizione per l'Impiego che comprende 22 comuni
(tra gli altri Alatri, Ceccano, Ceprano, Veroli etc.) con una
popolazione di circa 200.000 abitanti ed una DISOCCUPAZIONE ORMAI
SUPERIORE AL 20%.
Dal
1990 ad oggi nella Provincia i "senza lavoro" sono quasi
raddoppiati. Ormai, considerando che gli iscritti al collocamento
sono oltre 80.000, e tenuto conto che a questi vanno aggiunti
i lavoratori in mobilità, in cassa integrazione e i Lavoratori
Socialmente Utili, la Provincia di Frosinone conta oltre 100.000
tra disoccupati, inoccupati e precari.
Ancora
oggi si annunciano centinaia di licenziamenti alla Klopman, alla
Solac ed allAutotrasporti Arcese.
Per
la prima volta dal 1990, nel 1996 i lavoratori licenziati hanno
superato gli avviati al lavoro
TASSO
DI DISOCCUPAZIONE
Provincia
di Frosinone
1990
12,47 %
1991
13,75 %
1992
14,88
%
1993
15,85
%
1994
16,65
%
1995
18,92
%
1996
19,50 %
MAGGIO
1997 21,42
%
I
dati evidenziano come il Comune capoluogo e la sua circoscrizione
siano molto colpiti dalla disoccupazione: degli oltre 80.000 iscritti
al collocamento nella provincia, circa 37.000 riguardano l'agglomerato
di Frosinone (il 45,1% del totale).
Sia
in provincia che nella circoscrizione del capoluogo I DISOCCUPATI
SUPERANO GLI ISCRITTI IN CERCA DI PRIMA OCCUPAZIONE e lo scarto
provinciale è in gran parte
imputabile alla circoscrizione di Frosinone. Questo denuncia
una situazione che riguarda in misura forte la perdita del lavoro,
frutto di un declino strutturale, oltre alle difficoltà di ingresso
nel mercato del lavoro.
Mentre
fra i disoccupati prevalgono (sia in provincia che a Frosinone)
gli operai qualificati su quelli non qualificati o sugli impiegati,
fra gli iscritti in cerca di prima occupazione il dato si inverte:
prevalgono cioè i lavoratori iscritti come impiegati - quindi
diplomati. LE DIFFICOLTÀ DI COLLOCAZIONE SEMBRANO QUINDI PIÙ FORTI
PER I LAVORATORI MAGGIORMENTE QUALIFICATI. Questo la dice lunga
sulle capacità imprenditoriali attive da queste parti.
I padroni si orientano verso produzioni non qualificate, ad alto
tasso di sfruttamento.
Infatti,
anche per quel che riguarda i contratti
di formazione e lavoro, gli avviamenti nella provincia riguardano
in maniera prevalente lavoratori con basso livello di scolarizzazione.
I
dati sembrano indicare che IL MERCATO DEL LAVORO TENDE A SOSTITUIRE
I LAVORATORI PIÙ ANZIANI, che si sono conquistati una serie di
diritti, con lavoratori più flessibili, meno garantiti, a bassa
scolarizzazione e a più alto sfruttamento. In moltissimi casi
non c'è stato nessun ammodernamento degli impianti. La produttività
è aumentata, semplicemente, aumentando i ritmi di lavoro di un
numero sempre inferiore di lavoratori.
3.
Il possibile ruolo della Pubblica Amministrazione
LA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEVE PROPORRE UNA POLITICA PER I SERVIZI
ALLA COMUNITÀ E NON ASSISTENZA ALLE IMPRESE, considerando come
obiettivo prioritario e irrinunciabile l'elaborazione di un piano
organico e coordinato per lo sviluppo dei servizi volto alla tutela
e al bene-essere dei cittadini.
Si
propone dunque, da un lato una politica di POTENZIAMENTO E ALLARGAMENTO
DEI SERVIZI EROGATI DAL PUBBLICO, con la creazione di una municipalizzata
cui sia demandata la gestione e la fornitura di tutti i servizi
essenziali.
Bisogna
prioritariamente rispondere alle esigenze occupazionali del territorio
attraverso la creazione di centri di
orientamento allo studio e al lavoro, che svolgano attività
di osservazione delle dinamiche di quartiere, svolgendo dunque
anche un ruolo di prevenzione nei confronti di ogni forma di disagio
sociale.
E
necessario che il comune, nei casi in cui sono a rischio posti
di lavoro (come ad esempio nei casi Permaflex, Klopman, Solac
ecc.) impegni tutta la propria capacità politica e sociale a sostegno
di ogni forma di riappropriazione da parte dei lavoratori della
gestione di quelle strutture e quegli impianti più volte pagati
con i soldi della collettività.
Il
Partito della Rifondazione Comunista come primo impegno presenterà
al prossimo consiglio comunale un progetto organico per lo sviluppo
economico e la ripresa occupazionale che prevede:
-
RIDUZIONE DELLORARIO SETTIMANALE DI LAVORO A 35 ORE A PARITÀ
DI SALARIO come elemento fondamentale per consolidare i livelli
occupazionali attuali, impedendo altri licenziamenti, mobilità,
cassa integrazione, chiusura di aziende.
Ancora oggi si annunciano centinaia di licenziamenti alla
Klopman, alla Solac ed allAutotrasporti Arcese.
-
aprire prospettive di LAVORO STABILE, come già si sta facendo,
A TUTTI I LAVORATORI IMPEGNATI NEI LAVORI SOCIALMENTE UTILI E
DI PUBBLICA UTILITÀ
-
elaborazione di una LEGGE REGIONALE SPECIALE PER LO SVILUPPO DEL
BASSO LAZIO
-
realizzazione di servizi a rete per il SOSTEGNO ALLA PICCOLA E
MEDIA INDUSTRIA, per prevenire situazioni di crisi e per costruire
e promuovere le iniziative necessarie allo sviluppo del nostro
apparato produttivo
-
REALIZZARE CON GLI ARTIGIANI E I COMMERCIANTI DEL CAPOLUOGO UN
PROGRAMMA DI ESPANSIONE DELLE LORO ATTIVITÀ , privilegiano le
aziende che occupano manodopera giovanile; promuovendo inoltre
protocolli dintesa con ENEL, TELECOM, ecc. per lapplicazione
di tariffe agevolate, ivi comprese quelle di competenza comunale
-
REALIZZARE UN CENTRO-SCUOLA E FORMAZIONE REGIONALE che raggruppi
tutti gli Istituti Professionali Statali e gli enti di formazione
regionali, sperimentando per la prima volta, listituzione
di Università della formazione professionale
In
questo quadro il Partito della Rifondazione Comunista SI IMPEGNA
AD ELIMINARE LEVASIONE LA DISPERSIONE SCOLASTICA, LO SFRUTTAMENTO
MINORILE, nonché ad attivare tutte quelle iniziative necessarie
per il conseguimento del titolo dellobbligo scolastico anche
per gli adulti.
Inoltre
resta validissima la proposta, da tempo avanzata, dellistituzione
di un CENTRO STUDI DELLE ARTI E DEI MESTIERI ANTICHI:
-
realizzazione di tutte le opere pubbliche progettate e finanziate
che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita,
tenendo conto che importanti edifici pubblici del centro storico
(il tribunale, il mattatoio, il dispensario, il carcere, lattuale
ospedale) non possono giacere abbandonati, ma debbono essere riutilizzati,
entro breve termine, al servizio della collettività.
E
necessario che sia elaborato un piano per il RECUPERO DELLE AREE
DELLE AZIENDE CHIUSE ed una legge affinché le aree necessarie
per gli insediamenti siano date in concessione e che in caso di
fallimento o chiusura ritornino alla proprietà pubblica, onde
impedire qualsiasi ulteriore forma di speculazione ai danni della
collettività.
LE
AREE PRODUTTIVE DISMESSE DEVONO ESSERE PRIORITARIAMENTE UTILIZZATE
A FINI PRODUTTIVI attraverso opportuni processi di riconversione,
interrompendo la strada senza futuro
dellinsediamento di centri commerciali nelle stese
aree. Sono diversi i casi in cui purtroppo questa sostituzione
si sta verificando: si pensi
alle
aree della Klopman, della Cavinor, della Brunsig, dell'ex Fornaci
ecc. Qualora l'opera di riconversione sia impraticabile tali aree
debbono essere destinate a strutture di utilità sociale (esempio:
centri sociali, biblioteche, strutture di day- hospital ecc.).
Inoltre
le amministrazioni del capoluogo e quelle provinciali dovrebbero
attivarsi per aprire sbocchi occupazionali ai disoccupati e ai
giovani nel medio e breve periodo impegnandosi a DEFINIRE IL QUADRO
COMPLETO DELLE OPERE PUBBLICHE INIZIATE E SOSPESE, PROGETTATE
E FINANZIATE, PROGETTATE E NON FINANZIATE, SELEZIONANDO LE OPERE
SIGNIFICATIVE per il miglioramento della qualità della vita quali:
la salvaguardia dell'ambiente e del territorio, la riqualificazione
degli spazi urbani, il miglioramento dei servizi sociali e di
cura già esistenti e la creazione ed attivazione di nuovi
I
Lavoratori Socialmente Utili hanno
occupato e occupano posti di lavoro veri sopperendo a reali carenze
dorganico del Comune. Il Partito della Rifondazione Comunista
si è battuto, si batte e si batterà perché a detti lavoratori
sia riconosciuto il ruolo necessario ed indispensabile svolto
nelle scuole, nelle strade e negli uffici di Frosinone con lobiettivo
della stabilizzazione del lavoro per tutti a salario intero.
La
battaglia degli L.S.U. non è, infatti, semplicemente la rivendicazione
di un particolare gruppo di precari ma laffermazione
di una diversa concezione del lavoro legata alla qualità
della vita della comunità invece che alla logica mercantile della
produzione, concezione che sola può aprire le porte del lavoro
alla grande massa dei disoccupati.