UNA LETTERA DALL’ITALIA

Storia particolare

Di John L. Allen (si ringrazia per la traduzione Roberto Querqui)

 

Come molte città italiane, Latina si trova circa quaranta miglia a sud di Roma, ha un piccolo parco collocato al centro della città nel centro storico. Vi si trovano l’altalena,una pista per il pattinaggio a rotelle ed un campo da tennis, e spesso durante il giorno si possono trovare le solite mamme che chiacchierano mentre i loro figli giocano tranquilli, mentre gli anziani siedono sulle panchine, oppure leggono i giornali e discutono di politica.

Due caratteristiche comunque, rendono questo parco particolare. Una è il grande obelisco grigio situato al centro del parco che nella parte più alta è coperto dalla testa di un’aquila, un’eco forte e chiara delle radici fasciste della città. (Latina fu progettata e costruita sotto Mussolini nel 1932). La seconda, è il nome che prese: “Parco di Arnaldo Mussolini”, un riferimento al fratello dell’infausto Duce d’Italia. I visitatori generalmente hanno la presunzione di credere che il nome, come l’obelisco ci è stato tramandato dagli anni ’30. Infatti è il “Parco Mussolini”, come viene chiamato solo nel 1995, dal risveglio di Latina dopo la vittoria del primo sindaco neofascista eletto nel 1993. Quel risultato, e la riabilitazione della storia fascista della città che è seguita, fu il primo chiaro segnale che i ricorsi storici sulle opinioni stavano attraversando questo paese.    

Il fascismo – ostracizzato dopo la seconda guerra mondiale come un’ideologia di cui non si osava pronunciare il nome – è di nuovo presentabile in Italia, sotto l’impatto di un impulso revisionista che sta riscrivendo la storia recente del paese. I fascisti non sono più i grandi villani. Quelli che lottarono con Mussolini vennero visti per lungo tempo come patrioti negletti, mentre gli architetti della resistenza, soprattutto i comunisti che, venivano dipinti come dei falliti nelle loro rivoluzioni sociali.

Il tipo di Fascismo che vive politicamente oggi, “neo fascismo”, è differente, meno travolgente e brutale di come era il predecessore degli anni trenta. I neo fascisti sono generalmente Tatcheriani nella loro opposizione all’intervento dello stato in economia, il miraggio della prosperità nell’Unione Europea  modera il loro nazionalismo. Non c’è più il raduno

di torce, non si parla di Stato di polizia. Comunque il fascismo che ha un ampio significato culturale – una passione per l’ordine, ostilità verso la persona estranea, una interpretazione socialmente conservatrice dell’identità cattolica del paese, poca pazienza per il dissenso politico – è in ascesa. Visto questo, su tutto ciò che è accaduto, parleranno i libri sulla relazione tra politica e memoria.

Le indicazioni sono che per le elezioni del 13 maggio gli italiani voteranno per il centrodestra di Silvio Berlusconi, leader della Casa delle Libertà, coalizione che include Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. L’alleanza è erede dei legami fascisti (e al voto) e malgrado il grande impegno di Fini per il successo, e di trasformare il partito in un partito dell’ala destra moderno e aperto. Mentre Fini non è una minaccia per marciare su Roma, egli rimane il politico che nel ’94 disse di Mussolini “il più grande uomo dello stato del XX secolo”. Nella Commissione del suo partito è giunta anche la nipote di Mussolini, Alessandra. Il Governo di Berlusconi includerebbe anche la xenofoba Lega Nord, il cui litigioso leader Umberto Bossi, non tanto tempo fa sollecitò l’Italia del nord a separarsi. Molti osservatori italiani considerano la Lega, e spesso sregolati sostenitori, l’elemento più pericoloso nel miscuglio elettorale di Berlusconi. La stessa coalizione salì al potere nel 1994, poi cadde quando Bossi abbandona dopo sei mesi. Si prevede, questa volta, che la coalizione stravinca e manterrà il controllo più a lungo.

Come risulta, i neofascisti, sono stati i più grandi beneficiari delle due rivoluzioni politiche, che vennero fuori nei primi anni ’90 in Italia. La caduta del muro di Berlino aveva portato una debolezza al Partito Comunista Italiano, il quale era stato il più forte nel mondo occidentale. Una gran parte di astuti politicanti (o opportunisti, a seconda del punto di vista) di sinistra si unirono alla nuova formazione dei Democratici di Sinistra.  Nel frattempo la Democrazia Cristiana, che aveva vinto ogni elezioni dal 1948 fino al 1992, implose sotto il peso di un massiccio  scandalo e tanto corrotto dal nome tangentopoli. (“città della corruzione”). Le grandi ondate dei processi che seguirono erano devastanti per il partner della loro coalizione “Bettino Craxi” Partito Socialista, il quale fugge in Tunisia per evitare di essere arrestato e poi muore in esilio.

Il caos preparava Berlusconi per il palcoscenico, un tycoon dei media e impresario calcistico. Anche quando la sua prima coalizione era crollata molti osservatori credevano che lui poteva facilmente passare un altro test elettorale. Invece il centrosinistra guidato dal professor laureato in economia Romano Prodi vince per poco le elezioni del 1996, guidando con alcuni proclami la rinascita del consenso di governo di “sinistra moderata” della Democrazia Cristiana. La maggior parte degli italiani sente che il centrosinistra ha brutamentente sprecato la sua chance. Il governo di Prodi cadde nell’ottobre 1998 quando una delle ali del vecchio Partito Comunista, Rifondazione Comunista, si ritira per protesta sul bilancio annuale.  L’ex-comunista Massimo D’Alema, ora aggiuntosi al partito dei Democratici di Sinistra, prende posizione senza mai fuggire l’impressione dell’illegittimità. (Prodi perse per un voto nonostante poteva sembrare che aveva avuto abbastanza sostegno, e D’Alema non è stato scosso dalle chiacchiere attorno al suo ruolo). D’Alema è stato dimissionario nel 2000, quando il centrosinistra veniva sconfitto alle elezioni regionali. Un vecchio aiutante di Craxi, Giuliano Amato, prende l’incarico.

 

L’impressione creata è  di  un Centro- Sinistra  senza alcun progetto politico, tranne quello di aggrapparsi al potere, tanto che doveva sostituire lo screditato regime della Democrazia Cristiana. Il momento più incisivo di Massimo D’Alema era stato quel momento in cui ha dato sostegno alla NATO per la guerra contro la Serbia, un atteggiamento che aveva scioccato molti di quelli di Sinistra. I governi di Prodi, D’Alema e Amato avevano abbracciato anche la

Globalizazione e l’agenda della terza via pilotata da Bill Clinton e Tony Blair, disilludendo molti dei loro elettori.

 

Nel frattempo, la Sinistra ricusava la sua base sociale, così sostiene, Riccardo Barenghi, direttore del giornale, Il Manifesto, che dirige il quotidiano di sinistra. “Abbiamo una sinistra che sta male”, dice Barenghi in un intervista. “La Sinistra si è rinchiuso in un palazzo e ha permesso agli altri di prendere i loro posti”. Barenghi dice che in certe fortezze tradizionali di Sinistra, come nelle Borgata a Roma oppure nel mezzogiorno, la regione sud-centrale dell’Italia, i neo-fascisti hanno preso posizione e sono diventati portavoci delle classi più poveri. Troppi di Sinistra hanno abbandonato l’attivismo nelle strade, Barenghi dice, in cambio di lavori d’ufficio al governo, e adesso loro pagano il prezzo.

 

La Sinistra sta male, ma non è morta. Alcune città per esempio, continuano ad eleggere sindaci con l’eredità Comunista. (L’avversario di Berlusconi per questa primavera del 2001 è l’ex Comunista e sindaco di Roma, Francesco Rutelli, per adesso incaricato come uomo del centro). Comunque molti di questi di Sinistra sono abbastanza quieti e virtualmente post-ideologici; l’energia intellettuale sembra spruzzare sulla Destra. Quella energia sta generando, tra le altre cose, una rivalutazione revisionistica sul fascismo, i segni sono quasi onnipresenti. Un caso per tutti: il governatore di Alleanza Nazionale del Lazio, la regione che include Roma, apre un varco per riesaminare testi scolastici. Il governatore, Francesco Storace, crede che nei testi scolastici c’è troppo poca critica sui partigiani, i ribelli anti-fascisti della seconda guerra mondiale (tra i quali c’erano molti comunisti ), troppo critici nei confronti di coloro che sedevano al fianco di Mussolini. Parecchie altre regioni sotto il controllo della Destra hanno raccolto l’idea, creando commissioni il cui mandato era quello di epurare materiali che contenevano pregiudizi nei confronti dei fascisti..

Le forze neo-fasciste al livello della strada stanno chiaramente all’apice della situazione. Era il 22  Dicembre quando una bomba esplode a Roma negli uffici del giornale Il Manifesto. L’esplosione avviene a causa, di un 41 enne, Andrea Insabato che lascia prematuramente scattare il detonatore, rimanendo l’unico ferito. Insabato è da tempo associato con il movimento neo-fascista di Forze Nuove e quello ultra conservatore del gruppo cattolico, Militia Christi. I leader dei due gruppi hanno riconosciuto Insabato, ma hanno negato il coinvolgimento e l’approvazione del gesto. C’è un indagine che continua. Nel febbraio gli uffici del giornale Il Manifesto erano ancora bendati dal nastro giallo della polizia, fasciati con la plastica e bendati fino a dove c’erano le porte. Una segretaria sorrise mentre suo capo spiegava che se non si fosse sbagliato con il fusibile della bomba – se l’avesse lanciata proprio nella zona principale dell ‘area di recezione –lei sarebbe morta. Barenghi, il quale parlava a pochi metri da dove la bomba scoppiò, dice di credere che la bomba sia stato un segnale di una nuova autostima sulla lontana Destra. Questo attacco è stato fatto da fascisti che parlavano ad altri fascisti, lui dice. Sebbene Fini e la sua Alleanza Nazionale disapprovano ufficialmente un accostamento a Forza Nuova, sotto sotto c’è una certa linea di simpatia. Quando i due fondatori di Forza Nuova recentemente ritornarono dall’esilio in Londra (essi erano sotto processo in Italia), Storace ha dato loro il benvenuto all’aeroporto di Fiumicino. Anche lo stadio ha il sui punti di bagliore per queste correnti politiche. I tifosi della Lazio, da molto tempo associati con la destra politica, che proibisce nel 1998 di svelare una bandiera che su cui era scritto: Auschwitz è il tuo paese, ed i forni le vostre case. Mentre in apparenza il messaggio era diretto ai sostenitori della Roma ( molto aspra la rivalità tra le due squadre) il messaggio dava voce all’anti-Semitismo e ad un sentimento antiminoritario che forma la parte più crudele nel fascismo risorto. Molti leader dell’ala Destra si mantengono a distanza da tanto euforia, ed essa non può rappresentare l’opinione della maggioranza. Comunque la fortuna che viene fuori dalla xenofobia è quella indicata al temperamento dei tempi.

Ritornando a Latina aiuta a dare un altro senso, e di provvedere a tutti i gol storici non essendo ancora stabiliti. Il sindaco Ajmone Finestra, è un membro dell’Alleanza Nazionale. Durante la seconda guerra, Finestra lottò per la sopravvivenza della Repubblica di Salò, creata dai Tedeschi a legittimare la loro occupazione dopo l’8 Settembre 1943. Il paese diviso tra i partigiani e quelli rimasti fedeli a Mussolini. Finestra, dai molti racconti era un bravo ufficiale e aveva salvato molte vite umane, ( italiani, ma anche ebrei ) dai molti partigiani di Tito nella regione Balcanica. Dopo la guerra fu condannato a morte dai giudici alleati, ma una testimonianza in suo favore fecero sospendere la condanna. Non era una situazione gioiosa, comunque per gli uomini come Finestra nell’Italia del dopoguerra. Dovettero rinunciare forzatamente alle loro eredità politiche per sopravvivere. I fascisti della generazione di Finestra e i giovani italiani che oggi si identificano con lui, hanno aspettato più di 50 anni per un giorno di esaltazione.

 

Tutt’al più la riabilitazione del fascismo si serve della fine della politica. La destra sta prendendo parte su piattaforma per l’anti-immigrazione basata anche sulla difesa della cultura italiana. Questo argomento retorico supporta il paragone con gli anni ’30, quando l’era fascista faceva un appello di sangue e di suolo, e un modo ovvio per tirare la puntura di insetto è un paragone per argomentare che i veri fascisti  non sono così cattivi.

Se la destra salisse al potere ci sarà un quieto supporto di elementi dall’interno del Vaticano. Durante le elezioni regionali dello scorso anno il vicario del Papa per Roma, il cardinale Camillo Ruini, incoraggiava tranquillamente le suore e i sacerdoti nel Lazio a dare il voto a Storace. Recentemente Ruini è apparso con il candidato di Alleanza Nazionale a Roma, mentre scoraggiava gli attivisti di Chiesa dal sostegno che loro volevano dare al candidato del centrosinistra, Walter Veltroni. Ruini e agli altri membri della gerarchia salutano la destra come più adatta a dare finanziamenti per le scuole cattoliche e ancora come più vicina ai valori della Chiesa su questioni sociali come la pillola del giorno per il controllo delle nascite.

 

Cosa potrebbe significare una vittoria del centrodestra? Barenghi dice che lui vede due pericoli. La prima è che gli estremisti di destra, già ringalluzziti, si sentiranno più legittimati. “Io posso immaginare certi quartieri che si sentono autorizzati a terrorizzare i poveri e gli immigranti, dice Barenghi, nel nome della pulizia delle strade della città”. “La seconda, è che il revisionismo avanzerà”. Con la destra al potere sia il sistema di educazione che mezzi di diffusione di massa, gli italiani sentiranno parlare di più dei crimini e gli orrori del Comunismo. Nel frattempo, le virtù di quei ragazzi di Salò , quei giovani idealisti come Finestra, verranno esaltati. E’ ovvio la gioia sul ricordo fascista - le leggi razziali del 1938, il raduno degli ebrei nel Ottobre del 1943—verranno sminuiti oppure passati sotto silenzio.

Un senso di come questo probabilmente potrebbe accadere è stato offerto nel tardo Gennaio. Il 27 gennaio è celebrato come giorno di ricordo dedicato all’educazione sull’olocausto. Molti regioni, e spesso con l’aiuto della chiesa, si lanciano eventi per marcare l’occasione. Un cronista del giornale Il Manifesto chiamò Storace nel suo ufficio per chiedergli quali piani aveva il Lazio. Dopo avendo spiegato a tre ufficiali in fila come era stata la giornata, la cronista prese un quarto ufficiale che le avrebbe assicurato che il Lazio avrebbe sponsorizzato l’attività solo perché un gruppo di ebrei avevano chiesto di farlo ma non avevano specificato. Il tempo passa e la cronista riprova di nuovo. Questa volta un quinto ufficiale dice che il Lazio non avrebbe concluso più niente. Perché? L’affliggersi può essere manifestato oppure essere tenuto dentro per sé, lui dice enigmaticamente. E così procede l’Italia nel suo nuovo mondo coraggioso, dove il passato raramente sembra più come prologo.